Sperimentazione

Sperimentare al solo scopo di sperimentare.

Positivi diretti
Avevo in prova un rullino di un nuovo prodotto, si trattava di carta diretta positiva bobinata in formato 120, il produttore dopo le prove decise di non avviare mai la produzione in massa, è stato prodotto un solo lotto di rullini e dati ai tester. Questa carta ha una scarsa gamma dinamica e produce immagini altamente contrastate, il suo trattamento in fase di sviluppo è decisamente ostico, richiede molta precisione di tempi e temperature.
Non si può copiare a contatto perché è abbastanza spessa e ha un mare di contrasto, si potrebbe copiare solo digitalmente ma non lo farò, non esisterà mai una stampa di queste foto. Sono da considerarsi prodotti unici, esiste 1 copia che è il “negativo” ma essendo su carta positiva è visibile normalmente.
Nel trittico qui sotto partendo da sinistra vediamo “Habitat 67” un edificio che si trova a Montreal (Canada), al centro la stazione di rifornimento progettata da Mies Van Der Rohe (Montreal, Canada) e a sinistra la celeberrima “casa sulla cascata” capolavoro di F. Lloyd Wright (Pennsylvania, USA).
Voglio farvi ragionare un attimo sull’unicità di questo trittico, non ho solo usato un tipo di rullino che non è mai realmente andato un produzione (troppo di nicchia), sono anche 3 foto scattate in luoghi diversi, uno è distante centinaia dagli altri due. Mi sono portato una macchina (GS645) apposta dall’Italia agli stati uniti e in Canada solo per scattare un pugno di immagini con il rischio di non ottenere nulla.
Il trittico (circa 6 x 14 cm) è disponibile per chi lo volesse acquistare (288 €) incorniciato (circa 17×24), firmato, datato (2019) e numerato (1/1).

Stessa tecnica delle foto precedenti e stesso rullino (l’ho davvero centellinato), in questo scatto si vede dall’interno verso l’esterno il portone del Sacro Monte di Varallo con al centro la fontana. La foto è stata scattata in pieno giorno ma la resa della carta alle varie lunghezze d’onda ha prodotto questo scatto davvero particolarissimo, gli alberi dietro la fontana di colori a cui la carta è poco sensibile sono diventati completamente neri isolando la fontana. In uno scatto di questo tipo c’è molta programmazione e anche un briciolo di fortuna perché conoscevo sommariamente le caratteristiche della carta ma non avevo modo di fare prove perché ne possedevo un solo rullino.
La foto (circa 6 x 4,5 cm) è disponibile per chi la volesse acquistare (128 €) incorniciata (circa 11×16), firmata, datata (2020) e numerata (1/1).


Passportrait
Le prossime foto sono scattate con Cambo Passportrait Model 40 (a questo link la recensione della macchina), il dorso è stato caricato con carta fotografica da stampa ed esposta ad una sensibilità di 1 ISO, sviluppata e stampata a contatto in camera oscura. Questa tecnica non ammette molti errori perché scattando 4 foto sullo stesso pezzo di carta se una non viene bene si compromette tutta la composizione.

Dettagli delle cappelle del Sacro Monte di Varallo (VC)

Miei amici un sabato sera e uno sconosciuto (alto a destra) che incuriosito da quel che stavo facendo mi ha chiesto informazioni e si è lasciato riprendere.

Miei amici un sabato sera, se la domanda è “ma tu a volte vai in giro con 1,6 kg di fotocamera e un flash per fare queste stupidate?” la risposta ovviamente è “si!”


Fotografia stenopeica
Avevo una fotocamera stenopeica* per solarigrafia carica ma non era il periodo buono per posizionarla e allora l’ho usata per scattare questa fotografia “classica”. Carta fotografica esposta a 1 ASA, tecnicamente si tratta di una fotografia in “grande formato”. Sacro Monte di Varallo (VC).

* fondamentalmente una lattina caricata di materiale sensibile dotata di un piccolissimo foro che funge da “obiettivo” richiudibile tramite un pezzetto di nastro isolante nero che funge da otturatore

Questa è la prima fotografia stenopeica che ho scattato, ne ho fatte poche di questo tipo perché con le macchine a foro stenopeico preferisco realizzare solarigrafie, visibili a questo link.
Frazione Sella, Borgosesia (VC).

“Per fare come gli altri c’è sempre tempo” [cit. M. Antonietti]